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Sporco Impossibile è un progetto musicale nato per restare. Ogni tre mesi, seleziona due gruppi/artisti di Roma e due nazionali e li presenta attraverso Internet con contenuti creativi. Ogni edizione si chiude con una serata live organizzata in un locale romano. Sporco Impossibile vuole dare reale visibilità ai talenti. E rendere indelebile la musica in cui crede.

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venerdì, 29 settembre 2006

 

Girando in rete.....Sissy & Cory

Mi sono ritrovato su questo blog (che tralaltro trovo molto acuto e divertente da leggere)
E precisamente mi sono imbattuto in questo post qua.

Per farla breve. E' un video musicale. Un catroon digitale, per la precisione.
L'artista è tal Sissy. Il brano (singolo suppongo) è So Long.

Ho fatto io qualche ricerca che il suddetto Prostata si è rifiutato di fare (giustamente!). Per scoprire che è l'abum d'esordio (All Under)...che è canadese (islandese, maddai! solo perchè nel video il paesaggio è una lastra bianca! :) e altre cosette che se vi interessano c'è sta intervista qua.

Il link al video eccolo: http://www.globalunderground.co.uk/sissy/

Il filmato è davvero gustoso. L'equilibrio disturbante tra tenerezza e violenza è ben giocato e lascia un bel senso d'inquietudine tra le dita e tensione alle carezze.

Su digg ho trovato questo commento che mi sembra assolutamente da riportare:

"A fabulous video is by Canadian graphic designer Cory Bobiak. It's has a very unique urban animator style, with references to northern native American art. Utterly simple, yet full of socio-political symbolism. -the music is good too!"

Cory Bobiak, dunque. E la mia ricerca mi ha portato fino al suo MySpace

Beh insomma.
Il viral con questa qualità funziona. E io (come ABS, del blog di cui sopra) ne sono felicemente vittima e nodo, in questo caso.
Certo c'è un interrogativo che bisogna porsi.
Quando le immagini che accompagnano il video hanno quest'impatto...che fine fa la musica? come ne esce? cioè: vale la pena seguire Sissy o piuttosto Cory Bobiak?
Non so, magari sperare che lavorino di nuovo insieme?
Quindi: davvero la musica ne esce valorizzata da questo tipo di promozioni o piuttosto regredisce a colonna sonora?
Oppure, piuttosto, non ha più senso pensare per compartimenti stagni, video e musica si integrano in una proposta oggettiva che si può scindere o meno e che è finalmente la libertà digitale dell'utente a decidere? chi lo dice che essere colonna sonora è una regressione?
E in tutto questo: che fine fa il concetto di "autore" ? Sissy? Cory? The Utente Finale?


..io sono.. il_vile ..::: 13:29 :::.. link | commenti (16)




giovedì, 28 settembre 2006

 

RADIO LIBERE (chi è che ci fa schiavi?)



Oggi come allora, le radio cosiddette libere sono voci, musica, persone, magari un piccolo allestimento al fuoco di un camino o nella camera da letto di amico minimamente attrezzato. 

La vocazione ad essere il più naturali possibili anche davanti ad un microfono assomiglia all'idea di 'libertà'. Le voci corrotte dall'emozione, dal fumo ingurgitato in faccia al tempo e all'idea di avere forse una responsabilità nell'eruttare parole negli auricolari di qualcuno.

Le radio sono forse libere quando le voci, la musica valgono di per se stesse, senza essere un velo che cela una 'merce'.

Le radio libere nascono e muoiono, come fiori seminati a caso, che qualcuno raccoglie e qualcuno calpesta.

Se volessimo saperne di più:

Venerdì 29 settembre - dalle 21 alle 3
Angelo Mai occupato - www.angelomai.org
via degli Zingari, 13 (fermata metro B Cavour), Roma

30 ANNI DI... RADIO LIBERE, MA LIBERE VERAMENTE

Serata - evento per celebrare i 30 anni della radiofonia indipendente, in occasione dell'uscita del libro di Mauro Orrico, "Radio libere - ma libere veramente": un viaggio nella storia e nelle storie delle radio libere, di movimento. A 30 anni dalla loro nascita e da Radio Alice, con l'unica mappa esistente di tutte le radio libere, contemporanee.

In collaborazione con Radio Città Aperta.

..io sono.. Keithsmoon ..::: 17:17 :::.. link | commenti (3)




mercoledì, 27 settembre 2006

 

rovistando nel tubo: lo sporco è sempre impossibile




Beh ragazzi siamo riusciti a tirare acqua (beh magari non è acqua) al nostro mulino anche col primo video rovistato nel tubo....e sporchiamoci anche così!
Son soddisfazioni.
Certo gli Strokes. Dai, chi di noi non vorrebbe essere uno Strokes. fanno il rock quello figo. Si vestono precisi, occhiaie comprese, come i nostri eroi musicali della New York  più CBGBiosa dei fine settanta. Son bellocci e figli dell'alta moda. E almeno un disco è strepitoso!
Già.
Epperò. L'avranno capito che il bianco non ha scampo?

..io sono.. il_vile ..::: 03:56 :::.. link | commenti (26)




lunedì, 25 settembre 2006

 

S.I. parte !

Esordiamo dunque.
Con un piccolo, ennesimo, (auto) omaggio.
Perchè, dopo esserci rotolati dappertutto, una abbraccio al "Lindo", per iniziare è doveroso...

io sono un vuoto a perdere
uno
sporco impossibile
un marchio registrato
un prodotto di mercato
io sono un punto fermo
una realtà di base
un dato di fatto
un dato per perso
non ho codice segreto
nè codice cifrato
io cerco centri di gravità permanenti
io sono una pratica evasa
non sono come tu mi vuoi
io sono una vertenza chiusa
non sono come tu mi vuoi
sono un vicolo cieco

non sono come tu mi vuoi

un pozzo senza fondo
non sono come tu mi vuoi
non sono un vuoto a perdere
nè uno sporco impossibile

nè un marchio registrato
nè un prodotto di mercato
non sono un punto fermo
nè una realtà di base

nè un dato di fatto
nè un dato per perso
ho un codice segreto
ho un codice cifrato
non cerco centri di gravità permanenti
non sono una pratica evasa
non sono una vertenza chiusa

................................

......................
.............................................
.........
.

..io sono.. il_vile ..::: 17:22 :::.. link | commenti (7)



 

le bands di Sporco Impossibile / Novembre 2006

E' ora di presentarli.
La loro musica ci ha entuasiasmato ed emozionato. Noi siamo pronti a condividere. Loro non vedono l'ora.
Da qui in avanti Sporco Impossibile cercherà di raccontarvi e mettervi nelle condizioni di vivere fino in fondo la musica che questi ragazzi vi propongono.

[cliccando sul banner andate sulle nostre pagine su di loro, che trovate anche qui andando di seguito...]

Dategli una prima scorsa...








www.myspace.com/santantoniostuntmen
 www.santantoniostuntmen.it 








www.myspace.com/amycanbe
  www.amycanbe.com








www.myspace.com/carpacho
  www.carpacho.it








www.myspace.com/eildentroeilfuorieilbox84
  www.eildentroeilfuorieilbox84.org




..io sono.. il_vile ..::: 05:24 :::.. link | commenti (7)




domenica, 24 settembre 2006

 

Cronisti Blogger!







Allora.
Noi siamo blogger. Da tempo. Da prima di questa esperienza.
E sappiamo che nonostante tutti i tentativi che si faranno per far diventare i blog uno strumento media o di promoziona commerciale, la maggior parte di questi tentativi falliranno, non tanto in sè, ma come blog.
Ovvero non saranno effettivamente dei blog. I quali rimangono dei diari personali in libertà.

Un pò anche Sporco Impossibile proverà ad essere libera espressione di noi, pur avendo una chiara "missione". E' un tentativo.

Però.
Girando per i blog, con quanta gente con piacerebbe iniziare discorsi! fare chiacchierate! incontrarci su argomenti, spazi e collaborazoni che vanno altre al solito commentino (da noi sempre apprezzatissimo eh). Se questa intesa è reciproca...perchè non provare a coinvolgerci l'un l'altro?

In pratica lo scambio potrebbe essere così (pur rivisitabile caso per caso)

Voi, blogger, non vi limiterete ad esporre un bannerino come Cronista Blogger Ufficiale di Sporco Impossibile, ma vi imbrattate con noi....cioè: vi mettete in gioco!

Ovvero, Sporco Impossibile offre:

1] ingresso gratuito alla serata dell'evento (con relativo cd compilation omaggio)
2] pass per il dietro le quinte
3] interviste esclusive con gli artisti via mail (da pubblicare sul vostro blog e che noi riportiamo in parte sul nostro con link per voi)
4] possibilità di intervenire nei podcast (anche telefonicamente)
5] in generale segnaleremmo tutto quanto scrivete sul vostro blog con tag S.I. (da concordare) con un post apposito e link, esponendo la fonte in modo chiaro e rimandandovi.
6] ovviamente il banner-link sul nostro blog
7] gadget omaggio da definire (si va dalla maglietta.....alla scatola di fiammiferi, dipende dal budget)
8]
IMPORTANTE: non viene inserito in nessuna mailing list automaticamente, nè si impiccia con dei rompiscatole...sappiamo stare al nostro posto (al contrario di certi frigoriferi...)


Tutto questo ok. Ma bisogna passare per la nostra selezione. Non ne accetteremo più di 4-5, e alcuni sono già in assegnazione....affrettatevi!

Quindi:

lascia un commento a questo post (o al più recente dei taggati croniblog)

oppure contattaci !

..io sono.. il_vile ..::: 22:40 :::.. link | commenti (5)



 

Carpacho!

Carpacho!



Provenienza Roma


Composizione Marco - voce, chitarra, synth

Little P – chitarra

Luca – basso

Isidoro – batteria


Genere indie pop


Biografia I Carpacho! sono quattro affascinanti ragazzi romani che suonano un indie pop ironico, dissacrante e schizoide, in cerca di “notti folli ed un amore da toilette”, che sparano a zero su dandy apatici e quarantenni alle prese con la loro giovinezza che se ne va. Capaci di sorprendere con melodie semplici, brani freschi dai testi sarcasticamente geniali e brillanti, come “Regole per un cervello difettoso”, “Intro(sensazionale!)” o “C.A.R.P.A.C.H.O.”, che quando si ascoltano non si può dire nient’altro che «Cazzo… Hanno ragione!!».

Nascono quasi per caso nel 2002 durante un live all’interno di una trasmissione radiofonica e, da quella fortunata occasione, iniziano il loro percorso con diversi cambi di formazione e un’intensa attività live, diventando una delle realtà più interessanti dell’ underground capitolino.

Dopo l’esperienza con “L’aiuola”, etichetta discografica con la quale sono usciti i loro precedenti lavori, sono gli autori di una delle autoproduzioni più riuscite del 2006, “La Fuga Dei Cervelli”. Il loro disco d’esordio, coraggiosamente prodotto da loro stessi e distribuito attraverso canali di distribuzione alternativi (venduto su internet attraverso il loro sito: www.carpacho.it ), sta riscuotendo ottimi risultati, a riprova di come il cervello di questi ragazzi non sia realmente “fuggito”… o almeno speriamo di no!


Contatti:


Discografia:

2003 Funeral buffet (autoproduzione)

Cocomeri?split (EP – Aiuola)


2004 Doppelganger (EP in collaborazione con Artemoltobuffa– Aiuola)


2006 La Fuga Dei Cervelli (autoproduzione)


Recensioni:

Rockit - Carlo Pastore

« Mentre i talenti italiani fuggono da questo paese marcio e avvizzito, i Carpacho! tornano, proprio con "Fuga Di Cervelli". Inspiegabilmente uscito autoprodotto, senza uno straccio di presunto discografico a metterci un soldo, fra elucubrazione intellettuale e sbora caciarona e' un album che contiene grandi canzoni. Che spazzano via tutto, e questo e' quello che conta. Il disco pop italiano del 2006.»


Blow up

« I carpacho sono un mix paradossale di italpop sui generis (pensate a fortis o a gaetano) in contesto lo-fi


Rockstar - Chiara Papaccio

« ...i romani carpacho, caustici ed irresistibili, con un album di debutto quasi pronto che promette di risvegliare la scena della capitale. »


Rumore - Rossano Le Mele

« Il via lo danno i carpacho, che suonano una specie di pop scanzonato ma riflessivo al tempo stesso, che musicalmente si rifà al college rock dei weezer, ma che sembra cantato ora da rino Gaetano ora dai marlene kuntz assieme agli skiantos!? »


Musicaroma.it

«l’impressione è che i Carpacho (Marco Catani: chitarra, Alfoms Safini: batteria e Gigio al basso) stiano suonando nel salotto di casa mia. E cosa suonano: un pop deviante e svitato, fatto di evolute linee-crudités di basso e chitarra, come carote ben pelate ed altri ortaggi ordinatamente disposti, di un cantato sopra le righe, euforico, istrionico, di un drumming minimale e frammentario, di una sorprendente attitudine ludica che bandisce ogni magniloquenza, anzi buttata là, con riluttante rifiuto del rigore strumentale, e di uno scazzo sobrio, informale, nel modo di gestire il palco; quello insomma che ci si aspetta dai postumi dei Sodacaustica: una sorpresa veramente piacevole.»


Comunicazione interna - Benedetta Ventrella

« Presentazioni: i carpacho sono in quattro e fanno essenzialmente pop, un pop tutto loro, divertente, divertito ma non autocompiaciuto. Sono intelligenti e inveiscono contro tutto quello che odiano nell’irresistibile “tappo di champagne”. Ricordano l’indie rock americano ma non mi va di fare nomi, i loro pezzi non sono convenzionali, e divertono moltissimo per ironia e sarcasmo. E’ la disillusione che fa diventare ironici? Anche dell’amore si può alla fine, alla maniera di Pirandello, sorridere (“valzer dei carpazi”, che è realmente un valzer). Ci servivano. »



..io sono.. il_vile ..::: 22:32 :::.. link |



 

eildentroeilfuorieilbox84

eildentroeilfuorieilbox84


Provenienza: Roma


Composizione:

Giorgio Rampone - voce, chitarre, macchine

"l'uomo che si trasforma (e si ubriaca)"


Giuseppe Maulucci – voce, basso, macchine

"l'uomo che ingrandisce le cose (e guarda in alto)"


Lorenzo Lemme – voce, batteria, macchine

"l'uomo che conosce il tempo (ma non l'ha mai incontrato)"


Patrick Pecorella – buio, luce, colori

"la donna che pensa in bianco e nero (ma si esprime a colori)"


Genere: grott-rock (loro definizione)


Biografia :

Il gruppo si è formato a Roma nel giugno del 2004 dalle ceneri degli SDT (in cui militavano Rampone e Lemme) e che avevano allattivo due demo-cd (2002 e 2003) e moltissime serate live in locali e manifestazioni musicali di Roma e provincia. Al gruppo si è aggiunto Giuseppe Maulucci, reduce dalla scena HardCore-Punk Romana nel gruppo REAL, con cui ha pubblicato un Demo(2000) ed un 7 split con gli INSIDEMYEYESINSIDEMYHEART (2001).

Nel dicembre 2004 è uscito il primo demo CD dal titolo OBECALP, contenente 5 brani, liceniato tramite Creative Commons e scaricabile gratuitamente dal loro sito nonchè recensito sulle webzines Musicity.org, sentireascoltare.com, eutk.net, Rocklab.it, Movimentiprog.net, Kathodik.it, Ondalternativa.it e sulla rivista Blow Up ..98-99 di Luglio-Agosto 2006. Le recensioni sono reperibili integralmente dal sito web www.eildentroeilfuorieilbox84.org.

Dal gennaio 2005 iniziano a suonare dal vivo in diversi locali di Roma, proponendo performance apprezzate per la loro miscela insieme inquietante e spassosissima, con cui attirano l’attenzione su di se.

Nel Settembre 2005 partecipiano al concorso per band emergenti NO COVER, organizzato dal gruppo scatole pulsanti a S.Benedetto del Po (MN) (www.pollywood.it/nocover), selezionati tra 132 gruppi e si qualificano tra i vincitori del concorso al secondo posto.

Da giugno 2006 si è aggiunta al gruppo Patrik Pecorella (ilbuioelaluce), che arricchisce gli spettacoli con performance grafiche, pennellate di luce e graffianti vagiti di buio (eh?).

Nel luglio-agosto 2006 partecipiamo al LIVE MUSIC FESTIVAL a Ladispoli (RM) e si qualificamo tra i vincitori del concorso al secondo posto.

Nel Settembre 2006 siamo selezionati per suonare al Festival ROCKARIA 2006, che si tiene ad Eboli (SA) e divididono il palco con gli OFFLAGA DISCO PAX.

È in lavorazione un nuovo EP, in uscita a novembre, mentre continua la nostra attività live a Roma e provincia.



Contatti:


Discografia:


2004: OBECALP (demo)

2006: ? (EP) in lavorazione…



Recensioni:


Ondalternativa.it – 3 / 8 / 2006


“…Una delle due caratteristiche principali del trio è la frequente presenza, nelle cinque tracce, di cambi di tempo e ritmo, schizofrenia e velocità alterate sino a giungere ritmi impazziti in cui i cambi repentini giungono inaspettati come pugni nello stomaco.
Variazioni umorali dove si passa da brani goliardici ed eccentrici (“Buchi rosa”) dove il ricordo di Demetrio Stratos e, in seconda battuta, di John De Leo (ex Quintorigo) è fortissimo ma si giunge anche a “L’urlo”, brano dalle atmosfere più melanconiche, se non tristi e deprimenti. Oltre che aritmicamente, il trio colpisce per l’amalgama vocale in cui si avvicendano frammenti di vita quotidiana a pezzi cantati.
Ma il guazzabuglio sonoro che si evince dalle mie parole è solo ipotetico, in quanto il lavoro del trio romano è interessante ed ascoltandolo bene, è possibile travisare denunce sociali ed in un certo senso anche culturali….”

Rocco D’Ammaro – Ondalternativa.it (leggi tutta la recensione)




Blow Up - Luglio/Agosto 06


“…la lupa e I figli di Rea Silvia si fanno magi alla capanna di Remo Remotti e una smemorata del manicomio, genitori spirituali dei sorprendenti Eildentroeilfuorieilbox84. Consapevoli che se si fossero chiamti The Qualcosas difficilmente ci saremmo avvicnati ai loro intrugli letali, I tre mental, hanno l’abilità di non nascondersi dietro un dito grosso quanto il loro nome nel parcellizzare isterie e riflussi all’interno della stessa canzone con far emo e rilasciare dub (Buchi Rosa) oppure trafelati nonsense su tubi che fanno stop and go in Perdifiato. “Obecalp”, scaricabile gratis dal sito, è uno dei cd più assurdi, liberi e incompiuti cui ci si è sottoposti nel recente periodo; I disturbati cut-up sapientemente dentro la neolingua de L’urlo, dicono una cosa, una sola: via tutti, soprattutto la musica, dalle tv-folie. Si fa senza, ora, subito. Adesso. Riprendersi il tempo, e tutto il resto.”

(anche qui)



Kathodic.it - 5 / 6 / 2006


“…n questo demo autoprodotto che porta il nome di 'Obecalp' ( provate a leggerlo al contrario…) c’è un po’ di tutto: teatro, versi, cabaret, declamazioni, su sottofondi strumentali a metà fra “ei fu” Newest Industry, Massimo Volume e C.S.I., alternati a sonorità che spaziano nei generi per non essere rintracciabili” …. “Arricchiscono il brano le frasi a ripetizione che fungono da loop mentale… sulla pelle lasciano il segno della dispersione e dell’ alienazione verbale, quando le parole non servono più a nulla, tutto è già stato fatto... Attendiano, compiaciuti, altri sprazzi di grott-rock, come loro stessi amano definirsi, commisurati ad un vortice di sperimentazioni strumentali e parole distruttive, dis-turbanti, coraggiose.”

Mariagloria Fontana – Kathodic.it (leggi tutta la recensione)



Rocklab – 27 / 6 /2006


Con questo demo del 2004, ancora quando si facevano chiamare semplicemente Box84, i romani Eilfuorieildentroeilbox84 mettono in luce molte loro qualità: saper essere provocatori non banali, ma soprattutto saper suonare con stile senza dover per forza pagare dazio ad uno stile o ad un genere preciso. “Frastuono” funziona da intro, prepara il campo e ti fa sorgere dubbi su cosa si può dire, su cosa si può fare e su come si possa suonare, ed è giusto che sia così. Poi, in “Buchi rosa” si trasformano in una creatura mutevole, una sorta di versione dei Marta Sui Tubi più rock, elettrica e colma di effetti. E il suo effetto lo fanno, da ascoltare quell’emblematica pausa sonora, quella ripetizione persistente delle parole arrestato-agghiacciato-assiderato che porta di colpo ad un gran finale.” …” Mi ritrovo a gridare “Talco mentolato” senza motivo apparente, o forse perché sono riusciti a coinvolgermi più di quanto pensassi. Perché alla fine loro sono così: profondamente italiani e profondamente sinceri.”

Paolo Viscardi – Rocklab.it (leggi tutta la recensione)



Eutk.net – 28 / 3 / 2006


“…Prendete una grossa scatola e buttateci dentro, non a casaccio ma perfettamente in ordine, progressive rock, psichedelia, garage, sperimentazione, rock italiano di qualità ( niente cazzate Sanremesi quindi... ), lucida follia, noise rock, avanguardia. Da un simile elenco di generi e particolari si può pensare, e temere, che la band proponga qualcosa di confusionario, senza capo nè coda, lasciando mille spunti incompiuti. Ed invece tutto questo non accade, tutto si concatena alla perfezione, creando una sorta di matrice nuova, dalla quale attingere, cibando la nostra mente con nuove sensazioni. Brani volubili, entrano subdolamente in noi, ascolto dopo ascolto, creando forte dipendenza, ve lo posso assicurare. I nostri sono riusciti a creare una proposta di assoluto valore, grazie anche a liriche socialmente ficcanti, filtrate da un umorismo solo di facciata. Ottimo anche l'utilizzo di tre timbri vocali oltre ad una serie di effetti, il tutto impiegato per avvolgere ancor di più l'ascoltatore. La produzione credo sia volutamente lo-fi, mantenendosi comunque su più che accettabili livelli di qualità. Per chi adora la follia in musica... Eildentroeilfuorieilbox84.”

Andrea “ELASTIKO” Pizzini – Eutk (leggi tutta la recensione)



SentireAscoltare – 21 / 3 / 2006


“…Tocca poi ai poco raccomandabili fin dalla ragione sociale EILDENTROEILFUORIEILBOX84. Romani, in circolazione dal 2004, sono un trio che fonde esperienze piuttosto eterogenee (indie, hip hop, hardcore punk) in quello che loro stessi amano definire grott-rock. Facciamo che sia la definizione più giusta, del resto ne abbiamo sentite molte e di peggiori, fatto sta che le cinque tracce di OBECALP (per delucidazioni, si legga il titolo al contrario) fanno funk-psych furibondo, intenso e allucinato, acido e capillare, come nella bestiale Buchi rosa (tra Marta sui Tubi, Funkadelic e Grandfunk), ma anche crossover isterico che fa copulare reggae nervoso e invettiva ferrettiana, wah wah acido e drumming legnoso nella conclusiva Perdifiato. Altrove, l'impeto è tenuto nei ranghi di un talkin' Massimo Volume (o preghiera CCCP) su base di chitarra spersa (accade in Frastuono) o di una solinga ebbrezza blues - screziata di field recordings - che però poi deraglia tra hard e cabaret (capita in Terre). Salvo precisare che la centrale L'urlo è una ballad allucinata e anticatodica che diventa delirio dub del tipo Rino Gaetano meets Lee Scratch Perry, e se non ci credete ve lo giuro sulla testa dei figli del Presidente, che loro ci sono abituati. L'impegno come scorribanda sonica, la scossa e il sussulto prima d'ogni auspicabile meditazione. Bravi. (7.1/10)”

Stefano Solventi – SentireAscoltare (leggi tutta la recensione)



Musicity.org - 9 / 4 / 2006


Davvero un lavoro geniale quello dei Eildentroeilfuorieilbox84 che con Obecalp (cosa vuol dire? Leggetelo al contrario…) riescono ad miscelare progressive ’70, psichedelica, sperimentazione e rock made in Italy, creando un unico genere che loro definiscono grott-rock. Ogni brano gode di una sua caratteristica che lo rende unico mantenendo comunque l’impronta sonora della band. Ritmi schizofrenici con cambi di tempo e di velocità improvvisi che mantengono sveglia l’attenzione per poter lasciare impressi i messaggi delle loro canzoni che hanno tutte qualcosa da dire, chi più chi meno.”…” il tutto determinato dalle tre voci, termine adatto nel caso della band romana per il quale “cantato” sarebbe riduttivo: infatti troviamo urla, discorsi, sussurri, cantilene e versi, eseguiti con quel poco di sporcizia che rende il tutto molto grezzo e ruvido. Elementi che ricordano, per certi versi, Demetrio Stratos (Area) e John De Leo (ex Quintorigo).”

Aerock – Musicity.org (leggi tutta la recensione)



Live dates:


7 novembre – Traffic - Roma

(repeat) Contatti:


..io sono.. il_vile ..::: 16:03 :::.. link |



 

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Amycanbe

 
Provenienza: Ravenna                                          
 
Composizione:  
                              1. Francesca Amati, voice
                              2. Mattia Mercuriali, guitars
                              3. Marco Trinchillo, acoustic guitar, drums
                              4. Paolo Gradari, trumpet, guitar, keys...
 
Genere:  Alternative, Folk, Rock
 
Biografia
 
Matthew and Mark iniziano a strimpellare con due chitarre acustiche nel Natale del 2002, dopo quasi un anno di prove prettamente strumentali incontrano Francesca (ottobre 2003).
Sin da subito il nuovo trio scopre un approccio molto spontaneo: quello che sino a 2 giorni prima era una bozza diventa una canzone: Yellow Suit.
L’anonimo trio continua a suonare in cantina scaldato da the e vin brulé, ma sentono il bisogno di un altro elemento in modo da poter giocare di più con gli arrangiamenti.
Pelo. L’uomo giusto al momento giusto. Settembre 2004.
Con gli “aliti” di Pelo la sala prove si riscalda, ma nasce ora una nuova esigenza: varcare la soglia del garage.
Nel Dicembre 2004 iniziano a suonare in vari locali/cinemini/teatri della Romagna…….il pubblico è incredulo…..c’è ancora qualcosa che non quadra: non si riesce proprio a tornare a casa con un souvenir della serata!
Per ovviare a questo decidono di recarsi nelle colline Forlivesi dagli amici del Bluscuro, confezionando il loro primo biglietto da visita: 5 pezzi che riportano ai pantofolosi pomeriggi in casa di M&M , ma che possono anche pagare un tributo agli svariati ascolti dei 4, che vanno da Beatles a Aphex Twin, Elliott Smith e Cat Power, cresciuti nella melodia del sempreverde stivale. 
Quello che più viene apprezzato è l’immediatezza dei brani, dicono di loro: “ A Ljubljana ho conosciuto un giapponese, Shuma: pacato e a modo. Parlava un inglese da dinosauro: lentissimo, quasi un’eco…Questo CD me l’ha fatto tornare in mente, è una buona analogia quella della vostra musica con Shuma. Portano Pace.
Stanno lavorando alacremente alla pre-produzione della loro prossima fatica discografica…il freddo della Germania non incute timore ai quattro….
 
 
Discografia
2005: AMYCANBE : s/t (CD autoprodotto, 2005)
 
Recensioni
 
Blow up 2005 (indica Amycanbe come uno dei dieci migliori esordienti italiani del 2005)
 
Amycanbe – La loro autoproduzione ci accoglie da un packaging twee quintessenziale, giallino e fiorito, un font da lettera da minuta inglese, ed echeggia dallo stereo sotto forma di cinque bozzetti delicati e minimali, pallidi eppure sostenuti, infantili e malinconici ma per niente trasandati. Il pensiero più facile corre a quando Isobel Campbell ha creato di fianco e fuori ai Belle & Sebastian, aggiungendo semmai il piglio delle girly band francesi degli anni Sessanta e una robusta cultura musicale di fondo. Francesca usa timbri particolari da folksinger smaliziata, come se le sue corde fossero strumento al pari dell’acustica; attorno a lei si agitano sommessamente gli strumenti più classici e pure una tromba che accentua la direttrice glasgowiana. Una Susanne Vega precoce avrebbe potuto tranquillamente scrivere Matthew and Mark, e ciò suona di merito ai compositori: scrivere per una donna ‘sentendo’ come lei non è facile, e loro ci riescono. Tanto della recente ondata svedese in Don’t remember who I am, tanto di omogeneo nelle altre tracce: si lavora ‘in togliere’, non ci sono accostamenti bruschi, il passaggio è nitido ed ogni fuoco estivo potrà così beneficiare di ludiche canzoncine comitali che permangono fresche ad ogni ascolto. Decisamente, la fiducia nel presente è donna.
 
Indiepop gennaio 2006
 
Chissà come ve l'immaginate la cameretta di una ragazzina. Quale carta da parati scelta dai genitori o dal precedente proprietario, quali ninnoli e vecchi giochi da tavolo, o ceste di carta da pacchi. D'accordo, il bedroom mood è largamente abusato nell'aneddotica twee, al punto di stancare e deviare l'attenzione su un lavoro, quello dei romagnoli Amycanbe, che invece sa brillare di luce propria, anche quando frappone alla vista una carta rossa che avvolgeva una caramella dolcissima...
Non appena si estrae il supporto dal consueto involucro-promo di cartoncino, pastello in bloom e paglierino da prammatica, è come se quel fiore disegnato prendesse vita, e la stanza cominciasse a profumare. Sicuramente le liriche dei pezzi sono state vergate nello stesso font corsivo, magari a mano sulla scrivania, in un pomeriggio di sole discreto, a un penpal lontano, in diligente inglese…
E sullo stereo compatto delle quattro mura non si sarà distanti dalla soluzione del rebus nell'immaginare on air i Gentle Waves, sul lato A, e una compilazione francese anni Sessanta su quello B… Tutto potrebbe far pensare a una riuscita raffazzonata e mancante, invece la sostanziale differenza sta nella precisione calligrafica di lettere maiuscole, stesure in bella copia ("Matthew and Mark"), sguardi fuori dalla finestra ("Don't remember who I am" è un volo pindarico verso la Labrador: se gli A/R guardassero anche qua, talvolta).
"Amycanbe" è un disco pallido ma affettuosamente caldo, smaliziato nella sua domenica al parco, pranzo al sacco e strumenti nel bagagliaio; tre baldi giovani al servizio di una sciantosa dal timbro peculiare, nutriti da solide acquisizioni nel passato e nel presente della malinconia pop, ripassi mnemonici che consentono un facile 8 in pagella ad Amy senza sforzarsi poi tanto nell'applicazione.
Cinque comode novelle campagnole, quotidiane, curate con certosino artigianato e piene di smalto bambino, trovato su Topolino dalla prima della classe. Questo mentre fuori piove, è un mondo freddo, e si progetta un mondo invivibile per primo ai più candidi, ai più fragili, coi coetanei consenzienti all'abbruttimento: è per noi, questa musica, per noi whipping boys, per noi esasperati, che non capiamo perché.
 
Lazy Sundays 08/02/2006
 
Neanche a farlo apposta, settimana scorsa, promuovendo un progetto legato al
podcast per le band emergenti italiane, ho trovato la mia nuova sveglia.
Mi arriva un demo dei romagnoli Amycanbe, un progetto originariamente
strumentale avviato da Mattia Mercuriali e Marco Trinchillo, arricchitosi poi
dall'incontro dei due con la cantante Francesca Amati e con i fiati ("aliti") e
le tastiere di Paolo "Pelo" Gradari.
Il primo ascolto non lascia dubbi: è lui, si, l'ho trovato… ma possibile che in
così pochi se ne accorgano?
Gli intrecci acustici, le melodie nordiche, i fiati rispettosi e poi lei,
Francesca… così avvolgente…
Mi sembra tutto perfetto, ma c'è un piccolo problema. L'EP non copre tutta la
durata del rito. Mi costringe ad essere operativo in circa un quarto d'ora.
Detto in altre parole, ne voglio di più. So che i ragazzi sono al lavoro, ma che
si sbrighino, per diamine! Altrimenti sarò costretto a chiedere a William, il
loro disponibilissimo manager, il noleggio di Francesca al mattino
 
Corriere di Romagna   22/03/06 
 
Gli Amycanbe e l’avant pop cesenate
Un “mini Ep” li espone già ad una consapevolezza matura.
 
Radiocoop 07/04/2006
                                   
Solo cinque delicatissimi brani per questo esordio color pastello dei ravennati Amycanbe.
Atmosfere rigorosamente acustiche , scarne , dove troneggia la particolarissima voce femminile di Francesca Amati e dove tutto si colora di originalità con una malinconica tromba.
A volte potrebbe riportare a Cat Power o Isobel Campbell , a Bird o ai nostrani Pecksniff , ma i Amycanbe non soffrono di mancanza di originalità o personalità.
Deliziosi.
 
Troublezine 16/05/06
 
Avete presente la malinconica ma appagante sensazione che si prova a stare in dormiveglia sotto diversi strati di piumoni e coperte in un rigido inverno ?
Suppongo di sì. Vi sarà capitato anche di camminare su una spiaggia in una notte estiva con tanto di piacevole brezza annessa.
Ecco, queste sono all'incirca le sensazioni che mi vengono ascoltando il primo EP di questa band ravennate, gli Amycanbe.
La raffinatezza si vede gia dal floreale packaging in cartoncino ed è la cifra costante di tutto il lavoro.
Francesca Amati insinua la sua particolare voce, che a tratti ricorda un po' quella di Alison Show de The Cranes, in semplici ed efficaci orditi di fiati e chitarre acustiche per un risultato più che positivo.
Indiepop d'autore dal sapore di Cousteau in gonnella; e come non lasciarsi poi scoprire a canticchiare il " pa pa pa pa pa pa pa pa " di Matthew And Mark ?
Decisamente interessanti e meritevoli di seguito.
Da puntarci su.

Live Dates
 
-         07 – 10 – 06   Bronson, Madonna dell’Albero, Ravenna
-         24 – 10 – 06  Sesto Senso, Bologna
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